Perchè gli atei hanno ragione?
La fede cristiana è ormai un concetto marginale che rievoca nel non credente un'immagine scalpita nella storia da episodi tristi e ipocriti. Chi non si definisce credente o cristiano, in Italia, molto probabilmente si ritiene ateo.
Ma che cosa rende l’ateo italiano diverso dall'ateo classico? Il vero ateismo si identifica nell'essere pienamente convinti e certi, tramite una meticolosa e impegnata ricerca, che l'esistenza di una divinità superiore e trascendentale sia impossibile. L'ateismo italiano, invece, non nega l'esistenza di Dio o di un essere superiore, ma nega tassativamente qualunque aspetto di fede legato all'istituzione della Chiesa, al celibato e alla liturgia. Questa riflessione è il frutto di un percorso di vita vissuto a contatto con i non credenti che di fronte alla parola fede, Bibbia, Cristo, Dio, chiesa o altro, erigono subito un solido muro di mattoni dovuto ad abusi, ferite (personali e non), incoerenze ed ipocrisie subite.
L’ateo italiano, paradossalmente, crede in Dio e si difende con affermazioni: “Io credo in Dio a modo mio, ma non credo nella chiesa!”, “Io credo in qualcuno lassù, ma non nella religione!”.
Questo, ovviamente, non è ateismo, ma un disgusto totale verso un'istituzione e una religione che storicamente si è dimostrata essere un paradosso vivente ed un'ipocrisia verso il popolo.
Se questa è fede cristiana, e se questo è il cammino da seguire per tutti coloro che si definiscono credenti, allora gli atei italiani hanno ragione! La salvezza non è in un'istituzione, in una liturgia, nella comunione, nella confessione, nel seguire certi rituali, ma nel credere a Cristo come personale Salvatore, riconoscendolo Dio e mediatore unico fra noi e il Padre.
Dio vuole un rapporto diretto con tutti coloro che egli attira a sé e rende figli suoi, a coloro cioè che credono nel suo nome (Giovanni 1:12).
Il mio invito è, paradossalmente, quello di dare ascolto agli atei, che ci comunicano fame e sete verso un rapporto diretto con Dio, una fede cristiana vera ed attiva, che dimostra Cristo non solo verbalmente ma anche nelle azioni di tutti giorni.
Cogliamo la sfida di evangelizzare il prossimo nella nostra società italiana tutti i mezzi possibili, rimanendo saldi nella verità che la salvezza è in Cristo e non in una falsa spiritualità. Rivisitiamo il nostro modo di comunicare Cristo agli altri in maniera da essere più contagiosi ed efficaci.
SOLI DEO GLORIA,
Pastore Andrea Giorgi
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